9x11 Mandato dal cielo

Il teletrasporto conduce il Dottore in un lugubre castello medioevale completamente deserto e circondato dall'oceano. Tuttavia, il Signore del Tempo non è solo: per i corridoi si aggira una creatura incappucciata, che lo bracca lentamente ovunque lui vada. In trappola, il Dottore ammette di avere paura di morire: la creatura si ferma ed il castello inizia a muoversi, modificando la propria struttura. In acqua, il Signore del Tempo nota gli innumerevoli teschi che giacciono vi sul fondo, per poi imbattersi in un giardino, in cui trova un'indicazione che gli suggerisce di cercare la stanza nº 12: la creatura lo attacca, e lui capisce che è costretta a fermarsi ogni volta che le confessa un suo segreto, e rivela di aver abbandonato Gallifrey per paura e non per noia come aveva sempre sostenuto: il castello cambia ancora, facendo capire al Dottore che si tratta tutto di uno stratagemma messo in piedi da qualcuno pur di scoprire i sui segreti. In seguito, il Dottore scopre che qualcuno, di cui è rimasto solo un teschio, ha scritto "uccello" sulla sabbia vicino al teletrasportatore. Di notte, il Signore del Tempo cerca di orientarsi con la posizione delle stelle notando così di essere settemila anni nel futuro, eventualità impossibile vista la tipologia "limitata" del teletrasporto che lo ha portato lì: frustrato, getta il teschio in mare. Quando la creatura lo trova nuovamente, il Dottore le confessa che il tanto temuto ibrido è una leggenda Gallifreyiana, che prediceva l'arrivo di un essere metà Signore del Tempo e metà Dalek, che avrebbe dominato tra le rovine di una Gallifrey caduta. A struttura cambiata, il Dottore trova finalmente la stanza 12, contenente una spessa parete, e, capendo che il messaggio lasciatogli era una citazione ad una fiaba, in cui un uccellino scava lentamente una via attraverso una montagna a colpi di becco, il Dottore prende a pugni la parete, scalfendola appena. Quando la creatura ritorna, muore bruciato da essa, poiché non vuole confessare il suo ultimo segreto, ovvero l'identità dell'ibrido. Essendo un Signore del Tempo, è più lento a morire, quindi riesce a trascinarsi nella sala della macchina del teletrasporto, scrivere "uccello" sulla sabbia e creare una copia di se stesso, dato che il teletrasporto lo ha memorizzato all'arrivo: tuttavia, per attivare tale processo, deve collegarsi al macchinario ed alimentarlo con la sua energia, consumandosi fino a che di lui rimane solo un teschio. Il "nuovo" Dottore, immemore dell'esperienza del suo predecessore, ricomincia daccapo le indagini: infatti, nei settemila anni precedenti il suo primo arrivo, tutte le sue passate versioni hanno di volta in volta cercato un'uscita, lasciato indizi e sono morte per creare un'altra copia di sé, per poi finire come teschi nell'oceano. Nei quattro miliardi di anni successivi, i Dottori scalfiscono sempre di più la parete, che infine viene infranta. Finalmente libero dal luogo della prigionia, che scopre essere il suo disco di confessione, il Dottore capisce di trovarsi nel suo pianeta natale, e rivela l'identità dell'ibrido, non una creatura per metà Signore del Tempo e metà Dalek come molti credevano, ma lui stesso.
 
Luogo: Disco Confessionale
Dottore: 12° (Peter Capaldi)
Nemico: Creatura